Fiat Chrysler Dieselgate scandalo emissioni, Marchionne nega le accuse: risale titolo in...

Fiat Chrysler Dieselgate scandalo emissioni, Marchionne nega le accuse: risale titolo in borsa

L’Epa (Environmental protection agency), azienda statunitense per la protezione ambientale, accusa Fiat Chrysler Automobiles per aver messo in vendita dal 2014 motori diesel di ben 104mila veicoli dotati di un particolare dispositivo con emissioni di NOx (ossidi di azoto) dunque inquinanti rispetto alla normativa prevista. Questo a seguire è ciò che afferma l’Epa: “Fca ha installato e non comunicato all’Epa un software di gestione delle emissioni nei modelli degli anni 2014, 2015 and 2016 di Jeep Grand Cherokee and Dodge Ram 1500 con motori 3 litri diesel venduti negli Usa”.

Fiat Chrysler Dieselgate scandalo emissioni: il titolo il borsa subirà un crollo o un incremento?

Dopo tale notizia il titolo di FCA ha subito un crollo in Borsa sia a Milano che a Wall Street, cadendo anche in Piazza Affari che ha chiuso con un deficit del 16% e portandosi con sé anche la holding della Exor (-9,3%). Nelle ultime ore serali si è però avuto un rialzo del titolo a New York. Epa accusa Fca per una violazione di tipo amministrativo e quindi non si tratterebbe di un ‘defeat device’ introdotto sui motori diesel Volkswagen per aumentare i livelli di emissioni e quindi truccare i test.

Fiat Chrysler Dieselgate scandalo emissioni: Sergio Marchionne nulla in comune con il caso Volkswagen

Non c’è nessun legame tra Marchionne e il caso Volkswagen, l’amministratore delegato di Fca sostiene di dialogare con Epa da più di un anno e che, a tal proposito, conosce bene questa società e quindi nessuno è così stupido. Il numero uno Fca continua sostenendo che questa vicenda non sia una conseguenza di una guerra politica fra l’amministrazione uscente e quella entrante.